Attenzione all’estate calda e al cibo che riscalda


Attenzione all’estate calda e al cibo che riscalda

Chi di voi ricorda, negli studi scolastici, la quantità di cibo offerta nei banchetti della Roma antica di cui parlano gli storici?

“Non indaghiamo se il forzatore Faraone, a gaudio dell’imperatore Aurelio, abbia veramente mangiato un cinghiale, un porcellino da latte, una pecora e cento panni annaffiati da cento bottiglie di vino. Certo è, che questo attore da circo necessitava per le sue straordinarie prestazioni corporali di un’alimentazione assai ricca di calorie per poter  piegare sulle sue ginocchia delle stanghe di ferro di 5 cm di diametro quasi fossero dei tubi di piombo e per gettare un’antica colonna in pietra di 2 quintali e mezzo al di là di un muro alto 2 metri”.

Ma chissà se le estati erano così calde!

Non solo nell’Antica Roma, ma anche altrove c’erano porzioni “esagerate” per chi svolgeva lavori pesanti. Così dei germanici, che costruirono il Walhalla, si dice che si bevevano ettolitri del nutriente vino e miele, detto “nettare”.

Ma chissà se d’estate faceva così caldo come questa estate 2017!

Nell’antica Cina anche i pugili non si accontentavano di un pugno di riso ed ancor oggi ci stupiamo nel vedere quanto riescano ad ingerire i mongoli che erigono gli sbarramenti.

Ma chissà se d’estate faceva così caldo come questa estate 2017!

Anche i nostri antenati avevano un incredibile fabbisogno di calorie, come risulta dai loro ricettari.

Ma chissà se d’estate faceva così caldo e se avevano i nostri stessi ritmi di sedentarietà!

Ad ogni modo riconosciamo sempre una cosa: questa alimentazione era il semplice risultato delle esigenze corporali che in tempi passati vivevano i nostri antenati.

Gli antichi dicevano “si mangia come si lavora”.

Così come le abitudini culinarie dell’umanità rispecchiano la sua situazione sociale e sono determinate dalle esigenze corporali sottoposte ad un continuo mutamento, allo stesso modo le esigenze nutrizionali hanno subito quasi “una mutazione genetico/comportamentale”

Cosa è accaduto negli ultimi 100 anni?

Dai dati riguardanti le occupazioni di tutti gli uomini che lavorano in Europa risulta la seguente evoluzione:

Dal 1872 al 1972 i lavori pesantissimi sono passati dal 13% al 2% e i lavori leggeri sono passati dal 21% al 61%.

Dal 1872 all’estate 2017 il clima è mutato in modo considerevole e le stagioni si definiscono sempre più in maniera netta, caratterizzate da inverni rigidi e estati molto molto calde.

Questo significa che possiamo e dobbiamo razionalizzare le scorte energetiche sia per un discorso di sedentarietà sia per il calore esterno che non ci mette in condizioni di averne un grande fabbisogno.

Allora come nutrirci?

Con cibi freschi, frutta e ortaggi di provenienza certificata, prodotti da forno genuini e con farine a basso indice glicemico, e estratti di frutta. 

Poi che dire degli ortaggi?

Cetrioli, pomodori, zucchine e che estate sia!

E che dire delle insalate?

Passare in via Sandro Pertini a San Salvo per credere!

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