I fiori nei biscotti, la natura a km zero sulla tua tavola


I fiori nei biscotti, la natura a km zero sulla tua tavola

“Chi non ha pane, ma compera fiori, è un poeta.”

Pare dica questo un proverbio turco. Noi però siamo italiani, abruzzesi per la precisione, di San Salvo nel dettaglio e da noi potete acquistare sia il pane sia i fiori.

“I fiori in una panetteria?!?”. In molti si staranno ponendo questa domanda…

Ebbene sì, la Panetteria Raspa apre i suoi forni al mondo colorato e profumato dei fiori!

Del resto, quanto a profumi, tra i fiori e i prodotti di panetteria l’aroma non è niente male…

Per questo ci siamo detti: perché non mettere un po’ di colore dentro i nostri profumati biscotti? “Espressione di antica bontà in miniatura, questo prodotto da forno rappresenta un piccolo momento di piacere in qualsiasi periodo dell’anno e a qualunque ora del giorno, per chiuderlo con dolcezza o per un break pomeridiano insieme ad un thè.”

E così abbiamo deciso di rendere ancora più piacevole la tua prima colazione con calendula, fiori di lavanda e camomilla; tutto prodotto da noi a km zero, sia chiaro.

No, no, non siamo né pazzi né visionari, il mondo dei fiori è ormai da tempo entrato nel mondo della cucina, non lo sapevi?

Leggi un po’ qua e scopri con noi tante curiosità

L’uso dei fiori a tavola, non è una novità dei tempi contemporanei bensì c’è una tradizione millenaria alle spalle che risale addirittura civiltà greca e romana fino ai cinesi e all’Inghilterra vittoriana per migliorare l’aroma di alcuni piatti e, al tempo stesso, abbellire esteticamente la portata.

Ovviamente è indispensabile prendere delle precauzioni, non tutti sono commestibili. A tal proposito il sito di Slowfood ci consiglia:

  • mangia fiori che sai essere commestibili, nel dubbio consulta un libro specializzato a riguardo;
  • mangia fiori che hai coltivato tu stesso. Quelli che provengono dal fiorista sono trattati con agenti chimici e pesticidi, dopotutto sono venduti come ornamento per finire in un vaso non in un piatto;
  • non utilizzare fiori colti per strada o nei giardini pubblici. Anche questi molto probabilmente sono stati trattati con sostanze per noi tossiche;
  • mangia solo i petali: rimuovi pistilli e i gambi;
  • se soffri di allergie, utilizza i fiori in cucina gradualmente.

I fiori eduli (cioè quelli che possono essere mangiati), sono tantissimi e ognuno ha delle proprietà benefiche per il nostro corpo.

Vediamo insieme le peculiarità e il gusto di quelli da noi utilizzati?

  1. Calendula: proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti. La pianta è anche dotata di proprietà coleretiche e antispasmodiche a livello del tubo digerente, antivirali, antibatteriche e perfino ipolipemizzanti. Quest’ultima attività è imputabile ai saponosidi contenuti nella calendula, che hanno dimostrato di essere in grado di ridurre sia i livelli elevati di colesterolo, sia quelli di trigliceridi. Gusto: piccante, sapido, pepato. Il colore dorato aggiunge un tocco di lusso a qualsiasi piatto.
  2. Lavanda: i suoi fiori vengono utilizzati per le loro proprietà modestamente sedative, ma in particolare antispastiche, sulla muscolatura liscia del tubo digerente e dell’albero bronchiale. Per quanto riguarda l’attività dell’olio essenziale di lavanda a livello gastrointestinale – oltre ad esercitare un’azione antispastica – esso è anche dotato di proprietà carminative che, quindi, lo rendono un rimedio utile per contrastare flatulenza e coliche. Gusto: dolce, speziato e profumato, un tocco in più in piatti salati e dolci.
  3. Camomilla: da sempre riconosciuta per le sue proprietà tranquillanti, sedative e decongestionanti, nasconde altre note molto particolari: per esempio, un tempo era abitudine mettere dei fiori di camomilla sopra il pane spalmato d’aglio per renderlo più digeribile. Gusto: dolce e vengono spesso utilizzati negli infusi.

Hai l’acquolina in bocca?

Sei curioso di gustare la nostra varietà di biscotti?

Vieni a trovarci!

Ti aspettiamo a San Salvo in via Pertini, 1 ti faremo entrare nel nostro mondo fatto da “produttori locali per sostenere l’economia del territorio lontano dalle logiche della grande distribuzione e in armonia della stagionalità.” e da “materie prime di produzione propria o a Km 0.”